Il gioco d’azzardo rappresenta, nel 2011, la terza industria italiana per fatturato (quasi 80 miliardi di €), venendo soltanto dopo eni e Fiat.
È il settore che negli ultimi anni ha avuto i tassi di crescita più alti, come se la crisi non lo avesse minimamente intaccato, anzi: gli italiani, di fronte alle difficoltà economiche si rifugiano sempre più spesso nelle mani della sorte, sperando nelle ingenti vittorie che questi giochi promettono.
I grafici dimostrano le dimensioni del fenomeno, che ha avuto un vero e proprio boom negli ultimi anni.
Volume raccolta giochi (miliardi di €)
Tra il 2010 e il 2011 c’è stato un incremento di raccolta di quasi il 30%, la percentuale di incremento più elevata mai registrata, se si esclude quella tra il 2003 e il 2004, quando però si parlava di cifre ben più basse e il fenomeno stava avendo il boom iniziale. Ma la crescita dello stesso non sembra arrestarsi: per il 2012 sono previste giocate per oltre 100 miliardi di €!
Incremento % di giocato rispetto all’anno precedente
Come è suddivisa la raccolta tra i diversi giochi?
Suddivisione del volume di gioco
È evidente il predominio delle slot machine e delle moderne videolottery (VLT) che caratterizzano il settore degli apparecchi da intrattenimento, nel quale, per legge, il 75% di quanto viene giocato deve tornare indietro sottoforma di vincita. Nel complesso, nel 2011, quasi il 77% del denaro giocato è stato riscosso dai giocatori sottoforma di vincita (tecnicamente il payout): un dato che da una parte è positivo, perché significa che molto di quanto viene speso viene poi vinto dai players, ma anche negativo in quanto spinge sempre di più a tentare la sorte, tralasciando che non è detto che si rientri necessariamente in quella percentuale di vittoria.
Il grafico sottostante spiega come negli ultimi anni il payout sia notevolmente aumentato, spingendo sempre più giocatori a tentare la sorte.
Payout
La straordinarietà del fenomeno gioco d’azzardo, soprattutto in questi anni di crisi economica, è ancora più comprensibile se poniamo a confronto i dati di gioco con alcune grandezze macroeconomiche.
Consumi familiari vs Giocato, su base indicizzata
Questo grafico mette in rapporto i consumi familiari e la spesa in gioco (su base indicizzata): dal 1999 al 2011 i consumi familiari sono cresciuti del 136,2% mentre nello stesso periodo quella in giochi è cresciuta del 452,4%, ovvero quest’ultima è cresciuta a un ritmo quadruplo di quello della spesa per beni familiari di prima necessità!
Un altro interessante indicatore è quello dato dal rapporto tra il PIL del paese e il volume di raccolta dei giochi, in quanto dice qual è la percentuale di prodotto interno lordo destinato ai giochi.
Rapporto PIL/Giocato
L’impennata del 2011 è data sia da un incremento eccezionale del volume di gioco (+30%), sia da una contestuale riduzione del PIL (-0,5% rispetto al 2010).
Un ultimo dato molto importante da analizzare è la spesa procapite in giochi su base annuale (ottenuta dividendo il volume di raccolta per la popolazione).
Spesa procapite in giochi
Il dato del 2011 è impressionante. A fronte di un PIL pro capite annuale in discesa (-1%) la spesa per ciascun abitante è cresciuta del 14,7%: è come se ogni abitante italiano avesse giocato 1.405 € l’anno in giochi! Tante volte il dato assoluto non dovesse far capire il peso della componente gioco sul budget annuale delle famiglie, il grafico che mette in rapporto il PIL pro capite con la spesa in giochi toglie ogni possibile dubbio.
Rapporto PIL procapite/giocato
Crisi o meno, gli italiani per ottenere maggiori guadagni tali da migliorargli la vita sembrano voler fare più affidamento alla dea bendata che non alle proprie capacità e competenze.
Con la situazione di questi ultimi anni non è così facile dargli torto…
Fonti:
Scritto da Andrea Moroni il 6 maggio 2012
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giu 07, 2012 @ 11:26