Periodo difficile, quello attuale, per aziende storiche come Panini, che nonostante tutto è leader mondiale nel settore delle figurine adesive e delle trading cards (fonte sito web aziendale).
Panini nasce, come azienda a gestione familiare, nel 1961 con la commercializzazione della prima collezione calciatori. Nel corso degli anni conosce alterne vicende e fortune. Per un approfindimento sulla storia, il sito web del Gruppo offre una panoramica sugli oltre 50 anni di storia (link).
In tempi in cui anche i quotidiani, sebbene a pubblicazione giornaliera e con notizie sempre aggiornate, non possono considerarsi propriamente uno strumento di informazione “real time”, Panini deve far fronte a molteplici minacce legate ai concetti di rapidità e reattività.
Per di più la digitalizzazione diffusa in tutti i settori porta un business “cartaceo”, come quello delle figurine adesive, a dover far fronte a ulteriori minacce.
Forse verrebbe da pensare alla prima – e più scontata – relativa al cambio di abitudini e preferenze (dettate dall’avanzamento tecnologico) dei bambini, adolescenti e ragazzi.
I giovani hanno sostituito figurine e altri giochi con cellulari, videogames e internet. In particolare quest’ultimo offre una infinità di strumenti di intrattenimento.
Cambiano i tempi e cambiano i gusti.
Ma avete mai pensato ai tempi di realizzazione di una collezione? Prendiamo l’esempio del calcio, forse quello più lampante e immediato.
Se una normale stagione di campionato inizia ad agosto/settembre, probabilmente, a calcio-mercato ancora aperto, la collezione figurine per la nuova stagione è già in stampa se non addirittura pronta nei magazzini e/o per essere distribuita. Il rischio principale, in questo caso, è che alcuni giocatori possano ancora cambiare squadra. Rischio tuttavia “ammortizzabile” data la durata di una stagione calcistica (9 mesi), che permette di reagire agli eventuali cambiamenti di squadra anche in tempi non immediati.
Stesso discorso vale per il mercato di riparazione di gennaio, con altri giocatori che potrebbero cambiano squadra e figurine chiaramente non aggiornate. In questo caso i tempi di reazione devono essere certamente più celeri.
Ci avevano pensato qualche tempo fa con “integrazioni” di metà anno a seguito del mercato di riparazione, celebrate anche con una linea di schede telefoniche tematiche, rinominata “Gli Introvabili 1997-1998”. Gli “introvabili” in questione erano giocatori che avevano cambiato squadra nel corso dell’anno, le cui figurine, stampate in fretta e furia, erano – appunto – introvabili.
Poi sono state introdotte delle figurine trasparenti con le sole maglie delle squadre, da apporre ai giocatori che cambiavano squadra.
Insomma l’ingegno non è mancato.
E ancora: in caso di eventi periodici e di durata decisamente ridotta (esempio Campionati del Mondo, Campionati Europei) sarebbe impensabile aspettare le convocazioni dei commissari tecnici per avviare la realizzazione della collezione che nascerà e morirà (per i consumatori) in 25-30 giorni.
Insomma, il “time-to-market” delle figurine richiede tempi tecnici di realizzazione affiancato alla necessità di fornire una rosa delle squadre aggiornata al momento in cui la collezione viene lanciata sul mercato.
E’ notizia di questi giorni che la Panini, a distanza di 57 giorni dall’inizio degli Europei di calcio in Polonia e Ucraina, ha “convocato” la sua nazionale per realizzare le foto dell’album di figurine della competizione (link). Ovviamente la rosa è più ampia del numero reale di convocati per minimizzare il rischio di vedere, tra i giocatori chiamati dal mister Prandelli, calciatori non fotografati e dover ricorrere, tempestivamente e in piena evento, ai ripari. Insomma, nessuna capacità divinatoria. Solo minimizzazione del rischio.
Ma tornando al business delle figurine adesive e delle trading cards, occorre dire che non esistono solo quelle dei calciatori. Ci sono anche quelle di altri sport (basket, volley, altletica, tennis, automobilismo), ma anche musica, serie tv, film, cartoni animati, animali e natura e il tutto il mondo Disney, che occupa una discreta fetta del portafoglio prodotti. Di seguito il link dell’elenco delle raccolte disponibili e dei paesi nei quali sono commercializzati tratto dal sito Panini (link).
Sicuramente l’attesa e trepidazione che precede l’apertura di un pacchetto di figurine, per scoprirne il contenuto, o la felicità di vedere un album completato non conquisterà le attuali generazioni come quelle passate, quando la tecnologia non forniva così tanti altri intrattenimenti.
Progressivamente bisognerà “evolvere” e adattare il proprio business ai tempi attuali (ne è un esempio l’iniziativa MyPanini), per evitare di limitare il proprio target a collezionisti o nostalgici .
Fatto sta che Panini è leader mondiale per figurine adesive e trading cards. Strano ma vero per i tempi tecnologici che corrono.
Scritto da Giuseppe Perrone il 15 aprile 2012
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Giuseppe Perrone
Articolo del CorriereDellaSera.it sui 50 anni delle figurine Panini (http://www.corriere.it/sport/12_maggio_08/panini-figure-mezzo-secolo-gazzetta-cruccu_dace664a-9947-11e1-a280-1e18500845d6.shtml), celebrati dalla Gazzetta dello Sport
mag 09, 2012 @ 00:49