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IKEA: un “semplice” brand di successo

Quando un marchio riesce a convincerti del fatto che scegliendo i mobili giusti può essere “super cool” anche vivere in soli 35 mq, allora quel marchio ha raggiunto un livello di successo tale da non temere alcun concorrente.

Stiamo ovviamente parlando di IKEA, multinazionale fondata nel 1943 in Svezia, dall’allora  diciassettenne Ingvar Kamprad, che da venditore di fiammiferi si è guadagnato l’undicesimo posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo, con un patrimonio personale di circa 24 miliardi di dollari.
La multinazionale specializzata nella vendita di mobili e oggettistica per la casa, ha da sempre suscitato particolari curiosità fra gli esperti di economia per via della sua complessa e quanto mai segreta struttura societaria.  IKEA infatti appartiene ad Ingka Holding, società con sede in Olanda, gestita a sua volta da una fondazione di beneficenza, Stiching Ingka Foundation, la più grande non profit al mondo. I brevetti invece sembrerebbero essere nelle mani di alcune corporations situate  nelle Antille olandesi.

Ma IKEA è altro: è mobili moderni con design di qualità a prezzi contenuti. Questa è una delle chiavi di successo del brand svedese, ma forse non la più importante. E si, perché se IKEA è riuscita a far registrare profitti per 2 miliardi e mezzo di euro anche negli anni della crisi che ha devastato l’economia mondiale, allora deve esserci altro dietro la fortuna di questa società.

Cerchiamo di analizzare insieme quali sono i punti chiave che possono giustificare lo straordinario fenomeno IKEA.

Sicuramente essere riuscita a mettere insieme un team di giovani designer dalle idee “lineari e pulite” le ha permesso di brevettare una vastissima serie di mobili di qualità e sempre al passo con i tempi, innescando nei designer stessi, la voglia di far sempre del loro meglio per sfruttare la grande visibilità che il marchio svedese gli concede.

IKEA è stata molto attenta anche a contenere i costi li dove fosse possibile. Pensiamo al risparmio che la società ottiene evitando di consegnare e montare i mobili presso il domicilio dei propri clienti. I più potrebbero sostenere che ciò si ritorce contro la società, alimentando una scarsa soddisfazione della clientela. Niente di più falso.

La decisione di lasciare al cliente il compito di portarsi a casa la merce acquistata, infatti, genera nello stesso uno stato di soddisfazione dovuto all’immediata fruibilità dei mobili scelti.

Veniamo al capitolo assemblaggio. In questa fase si possono notare molti aspetti che IKEA ha voluto studiare attentamente per riuscire ad ottenere la giusta conclusione di quella che voleva essere una memorabile esperienza di acquisto. L’aspetto ludico celato dietro l’assemblaggio dei prodotti IKEA, permette ai clienti di cimentarsi in una sorta di “sfida”, alla fine della quale ci si sente un piccolo falegname esperto.

Inoltre, la scelta di creare un libretto delle istruzioni interamente composto da immagini a discapito della parte testuale, si è rivelata un tassello fondamentale per la buona riuscita dell’esperienza di post-acquisto. Oltre a rendere più facile l’assemblaggio delle diverse parti del prodotto, IKEA è riuscita ad ottenere un importante risparmio dei costi per la produzione di libretti dell’istruzione multi-lingua.

E che dire delle strategie di marketing?
L’idea di IKEA è di quelle semplici. Non c’è pubblicità migliore di quella che i propri clienti possono fare agli amici e ai familiari.

Il passaparola, word of mouth, è l’arma principale utilizzata dalla multinazionale svedese, alla quale solitamente affianca piccole dosi di pubblicità vecchio stampo e la diffusione massiccia del catalogo dei propri prodotti: avrete sicuramente sentito dire che le copie del catalogo IKEA sono superiori persino di quelle della Bibbia.

Un ultimo punto che vogliamo analizzare è lo spazio di esposizione: il megastore per intenderci.

Studi condotti dall’University College London, vogliono dimostrare come la struttura dei magazzini IKEA sia “un’arma psicologica” creata con il preciso scopo di confondere e disorientare la clientela, la quale si ritrova a camminare in una sorta di labirinto alla ricerca dell’uscita a cui si giunge con il carrello pieno di cose di cui non si pensava di avere bisogno.

Insomma, IKEA è diventato indiscutibilmente uno dei brand di maggiore successo al mondo, facendo della semplicità la sua arma segreta, unita a precise strategie manageriali.

Un esempio da imitare.

Scritto da Mauro Maraia il 9 giugno 2011

Un commento

  1. [...] già parlato di Ikea e di come, nonostante la sua “apparente semplicità” sia arrivato ad essere un [...]

    lug 04, 2012 @ 22:39

     

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