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Il declino di Topolino: il fumetto più famoso al mondo nell’era del digitale

Tempi duri per il fumetto più famoso della Walt Disney e tra i più famosi e letti al mondo: le nuove tecnologie, inserite in un contesto ormai quasi totalmente digitalizzato, sono oggi a disposizione anche per i più piccoli che, di fronte a un fumetto cartaceo da sfogliare e da leggere, preferiscono il Nintendo DS, la PS3 o addirittura l’iPad.
Fino a 15 anni fa tutte queste “diavolerie” tecnologiche non esistevano e ai bambini per essere felici bastava avere un fumetto, ricco di vignette colorate, il quale permetteva loro di viaggiare con la fantasia e immedesimarsi nelle avventure di Topolino, Paperino & Co.

 

 

Lo stesso fumetto è sbarcato, ormai da tempo, anche sul web con un sito colorato e accattivante, nel quale si cerca in tutti i modi di catturare l’attenzione del ragazzo sul numero successivo in uscita in edicola, proponendone la copertina con le prime pagine di tutte le storie presenti, così da attivare la curiosità dei ragazzi: passando ore davanti agli schermi di un pc o di un tablet, la pubblicità del sito internet rimane l’unico incentivo di acquisto possibile (dato che anche la pubblicità in televisione si è notevolmente ridotta).

 

 

I NUMERI DEL DECLINO

Grazie al sito Prima (www.primaonline.it) abbiamo a disposizione i dati di vendita di Topolino degli ultimi anni: non ci sono dubbi circa il netto decremento delle vendite, sia in termini di acquisto in edicola che di abbonamenti.

 

Le vendite in edicola registrano, nei 7 anni presi in considerazione, il picco di decrescita maggiore: – 157% vs il – 41% degli abbonamenti, a testimonianza che lo “zoccolo duro” degli affezionati rimane fedele al fumetto Walt Disney e che i clienti che si stanno perdendo sono, prevalentemente, quelli che lo acquistano ogni mercoledì in edicola.
In totale quindi le vendite di Topolino hanno registrato un – 102% negli ultimi 7 anni, con un – 15,5% soltanto nell’ultimo anno (- 20% delle vendite in edicola).

 

 

Studiando i dati della tiratura di Topolino (ovvero quanti ne vengono stampati in totale) ci si rende conto che il calo delle vendite è più forte di quanto essi stessi prevedano: dal 2004 al 2011 il calo delle copie stampate è dell’80% a fronte del – 102% delle vendite nello stesso arco temporale.

 

Il picco di resi è nel 2005 dove le vendite sono calate del 9% mentre la tiratura è rimasta pressoché inalterata: evidentemente era un calo non previsto come non lo sono stati quelli degli ultimi due anni, dato che dopo un netto calo dei resi dal 2005 al 2009, negli ultimi due anni questi sono nuovamente aumentati.

Questa mole di resi (soprattutto proveniente dalle edicole) rappresenta un ulteriore costo (costi di produzione a cui non fa fronte il relativo ricavo e che comportano relativi costi di immobilizzazione in magazzino etc.) che grava sui sempre più bassi ricavi del fumetto.

 

 

LE CAUSE DEL DECLINO

Ma da cosa dipende questo calo?

Il declino di “Topolino” non è correlato alla crisi economica: l’aumento del prezzo del fumetto è di massimo 10/20 centesimi nell’arco di un anno, quindi su un prezzo al pubblico di 2,30 € stiamo parlando di un aumento che rappresenta a malapena il 5% del prezzo stesso.

 

 

Come detto in precedenza, Topolino (ma come lui tanti altri fumetti “storici”) sta pagando lo scotto della digitalizzazione, dell’avvento di tutte quelle nuove tecnologie che i più piccoli oggi imparano ad usare prima ancora di imparare a leggere e che stanno sostituendo quel vecchio, e sano, piacere della lettura di un buon fumetto cartaceo.
Disney è rimasta particolarmente indietro in questa fase di generale digitalizzazione dei contenuti: esistono delle applicazioni per iPhone e iPad che permettono di acquistare singole storie a prezzi eccessivamente elevati o, comunque, poco funzionali e performanti; allo stato attuale, se si vuole sottoscrivere un abbonamento digitale a “Topolino”, è necessario passare per la complessa piattaforma di “abbonamenti.it” che, con un’applicazione pesante e macchinosa, offre contenuti di alcuni editori in formato digitale.

 

 

La sensazione è che Disney, a fronte di un calo nelle vendite “tradizionali” del suo fumetto di punta, non sia stata in grado di cavalcare l’onda della digitalizzazione e del remunerativo campo delle applicazioni per dispositivi mobili che (e rappresenta un dato di fatto) sono il futuro di un settore sempre più in crisi.

 

Scritto da Andrea Moroni il 25 aprile 2012

23 Commenti

  1. Fabio

    Beh..va detto che i videogiochi hanno avuto la loro diffusione 20 anni fa. Siamo sicuri che la colpa sia tutta dei bambini e non di qualcosa di sbagliato a monte? Già nei primi anni 80 ci fu un calo importante e le copie arrivarono a 250.000… Poi, pian piano si sono risollevate sfiorando record di vendite anche di 1.000.000. Qualcosa successe… ma cosa? In Tv, non c’erano fior di programmi TV sulla Disney e Topolino? Da “Topolino show”, “Pronto Topolino” a “Disney club” ecc…? La Tv continua ad essere vista, i film d’animazione della Disney hanno avuto share pazzeschi su Rai1… Era così difficile sfruttare l’evento e magari confezionare un numero dedicato alle principesse? negli anni 90 c’erano le storie inedite con Biancaneve, Ariel.. Ad ogni modo, 160.000 copie sono ancora buone… Ovviamente con internet il tempo che si dedica ad alcune cose diminuisce ma se si giocano bene le carte, le vendite possono (ri)aumentare come già successo a fronte di precedenti cali.

    ago 08, 2012 @ 11:56

     
  2. Fabio

    Anche perchè, una cosa che noto, è che nel 2004 erano altissime (i livelli sono quelli degli anni 60-70) eppure la tecnologia era già ampiamente diffusa…. Come mai allora Topolino vendeva ancora come negli anni 60-70 nonostante i bambini erano pieni di nintendo, play station ecc… ?????? Possibile che io sia l’unico a notarlo?

    ago 08, 2012 @ 11:59

     
  3. Mat

    Il livello di qualità delle storie è veramente prossimo allo 0, di conseguenza…

    ago 23, 2012 @ 23:00

     
  4. spinone94

    beh, non ditemi che 10 centesimi sono poco. Ogni anno c’è quasi un aumento e di questo passo fra circa 5 anni prevedo che un topolino arriverà a costare 3 euro. Le pagine sono sempre le stesse ma il prezzo aumenta. Scommetto che un bambino preferirebbe leggersi un manga su un ipad piuttosto che un topolino. La realtà è dura ma prevedo che se non ci saranno innovazioni le vendite cartacee di topolino andranno via via diminuendo.

    ago 29, 2012 @ 21:34

     
  5. nino russo

    il calo é anche dovuto ad uno sfrenato nepotismo aziendale e alla cacciata immotivata di tutti coloro che hanno fatto grande l´azienda a livello di disegno e sceneggiatura, ovviamente le nuove proposte sono state loffie e sconclusionate

    set 07, 2012 @ 16:10

     
  6. Alfio

    Il digitale non c’entra un piffero. La qualità del prodotto è sottozero.

    Una “cake” resta sempre una “cake”, sia in stampato che in digitale.

    Secondo la vostra teoria, Rosy Bindi su Ipad diventerebbe bella e Monica Bellucci stampata diventerebbe brutta.

    set 14, 2012 @ 19:18

     
  7. @Spinone 94: devi considerare l’inflazione, gli aumenti di costo delle materie e tutto quanto. Nel tempo i prodotti di tutti i prezzi aumentano, è normale.
    Secondo me 10 cent in un anno è un aumento di prezzo accettabile!
    @ Alfio
    con riferimento al tuo commento non mi ritengo completamente d’accordo: è vero che la qualità del prodotto è la stessa, sia che tu la proponga in cartaceo che digitale, ma se nel trasportare il prodotto al digitale la qualità della fruzione del prodotto ne risente, allora la questione cambia!

    Inoltre non capisco il tuo ultimo commento, non mi sembra che nel nostro articolo abbiamo riportato quanto da te detto, ma semplicemente che forse Topolino non sta sfruttando a pieno i supporti digitali e che questi stessi stanno (ma ovviamente non sono l’unica causa) affossando le vendite del fumetto.

    Poi ovviamente sono sempre opinioni personali desunte dall’analisi delle vendite e del contesto. Son ben accette ulteriori letture del fenomeno!

    set 17, 2012 @ 18:01

     
  8. Andrea70

    Troppa tecnologia e poche idee.
    Quando ero piccolo,entrare in un negozio stracolmo di topolini vecchi -magari in un piccolo paese di mare- era per me un’emozione stupenda,dove potevo scegliere il mio piccolo “sogno” che la nonna mi concedeva con poche lire. Ogni avventura era un viaggio dentro di se’,e ora cosa rimane? Se il fumetto e’ un arte,l’arte non si deve vendere alla tecnologia e alle leggi del business, ora come non mai l’imperativo e’ guadagnare senza sforzo, prima i soldi poi le idee,e se non ci sono basta copiarle.

    Andrea

    set 23, 2012 @ 13:52

     
  9. Alfio

    @ Andrea Moroni

    Accetto l’osservazione. E’ vero che Topolino, anzi diciamo pure la Disney per quel che riguarda tutti i suoi prodotti (ad esempio, i libri) potrebbe sfruttare meglio il digitale e internet.

    La mia critica nasce dal fatto che l’articolo è impostato come se “l’unica” casusa del declino della testata stia nei succitati motivi.

    Io e, mi sembra, tutti gli altri, hanno specificato che la causa primaria consiste nella bassa qualità del prodotto.

    Rosy Bindi e Monica Bellucci sono un’estremizzazione del concetto che un buon sfruttamento del digitale non basterebbe a risollevare una testata in pieno e, a mio avviso irreversibile, declino a causa di una, sempre a mio avviso, inadeguata gestione che ha allontanato i lettori da quello che era, come dite giustamente voi, il fumetto più famoso del mondo.

    set 25, 2012 @ 10:20

     
  10. Ah no, sicuramente non è l’unica causa, ma è cmq una grande.

    Quando da piccino avevi solo i fumetti per intrattenerti e divertirti è normale vendere tanto, l’avvento del digitale inevitabilmente riduce l’appeal di un prodotto “antico” che tende a diventare di nicchia..se non riesci a rinnovarti allora la fine è prossima.

    Della qualità è ovviamente una opinione abbastanza condivisibile, non è sicuramente più quello di una volta..

    set 25, 2012 @ 10:30

     
  11. ciccomel

    Sono un affezionato lettore di Topolino, con il quale ho imparato a leggere. Dall’alto della mia quasi quarantennale esperienza di lettore, mi dispiace dover ammettere che la qualità delle storie e delle rubriche è precipitata verso un baratro. Continuano a inserire nuovi personaggi e storie poco fantasiose. Quelle che mi piacciono meno, sono quelle di Doubleduck (ma non bastava Paperinik?)… una scolorita parodia di un supereroe spia: ma a chi può piacere? Tutto ripetitivo e poco avvincente. Vogliamo parlare delle rubriche? Qui Paperino Quack (per chi di voi se lo ricorda), Dimmi come e tante altre non hanno mai più trovato degne sostitute… per non parlare delle splendide storie degli anni ’80. Certo non nasce sempre un Cavazzano, uno Scarpa, ma è inutile girarci intorno: il calo di qualità si vede già dalla copertina e direi che va di pari passo con il calo delle vendite. La qualità paga e o si cambia rotta o anche lo zoccolo dei lettori più affezionati dirà addio! …io di tanto in tanto acquisto su ebay qualche vecchio numero del Topo, quelli in edicola fanno pietà!

    ott 03, 2012 @ 18:24

     
  12. rossella

    A me >Topolino piace e continuerò a mantenere l’abbonamento per i miei bimbi. Certo è che se in casa ci sono altri “divertimenti” la lettura, anche di un fumetto, passa in secondo piano. Negli anni 60 vi ricordo che la TV c’era, ma non certo in tutte le case…

    ott 19, 2012 @ 09:05

     
  13. Secondo me, non è affatto vero che il calo di vendite di “Topolino” e dei fumetti in generale sia dovuto all’era digitale…invece è dovuto ad un sostanziale impoverimento della qualità di storie e rubriche.
    Il fatto è che oggi questo settimanale non ha più rispetto per i lettori: vengono considerati come un “target”, si crede che a leggere i fumetti siano solo “bimbi scemi” e nessuno si preoccupa di offrire storie intelligenti e di qualità com’erano una volta (io a suo tempo ho imparato a leggere con Topolino, nonché a conoscere tanti nuovi vocaboli….oggi non si preoccupano neanche di correggere le bozze e si trovano certi strafalcioni…).
    Con le dovute eccezioni naturalmente, ma che purtroppo non bastano.

    nov 17, 2012 @ 14:02

     
  14. Ciao,

    dell’impoverimento ne state parlando un po’ tutti, ovviamente è una delle motivazioni, anche se devo dire che molte storie, lette nell’ottica della mia età (26 anni) assumono un significato anche se sono adulto, ovviamente se letto da un bambino il significato cambia ma la storia rimane carina.
    Insomma secondo me non è vero che guardano solo al target “bimbi” che cmq rimane ovviamente il principale.

    Cercherò qualche aggiornamento per vedere come stanno andando ora le vendite.

    nov 18, 2012 @ 01:16

     
  15. Simone

    La causa maggiore é dovuta alla qualità delle storie…

    Spesso vengono riciclate le trame,
    mentre le nuove idee (alieni, fantascienza, nuovi personaggi provenienti dal futuro),
    non piacciono affatto…

    L’aumento incontrollato del prezzo del fumetto,
    la concorrenza,
    la diminuzione del pubblico a cui é dedicato,
    la CRISI, fanno il resto!

    …o si cambia direzione, oppure Topolino diverrà un fumetto morto! (speriamo di no!) xD

    dic 19, 2012 @ 21:57

     
  16. filippo

    SALVE A TUTTI. SONO FILIPPO, UN APPUNTATO DEI CARABINIERI, APPASSIONATO DI FUMETTI. HO LETTO QUA’ E LA’ QUALCOSA DEI VOSTRI COMMENTI, E MI AGGIUNGO A VOI PER IL DISPIACERE CHE PROVATE SAPENDO DELLA DISNEY.
    RICORDO BENISSIMO, LE MERAVIGLIOSE STORIE PUBBLICATE SUL GLORIOSO “ALMANACCO TOPOLINO”. CHE SPASSO NE ERO LETTERALMENTE CATTURATO, QUELLE VIGNETTE, SUPER PIPPO, PAPERINIK, I CA DI TOPOLINO EIL COMMISSARIO BASETTONI, “CHE TEMPI MEMORABILI”. CREDO IN PARTE DI CONDIVIDERE CON ALCUNI DI VOI, IL FATTO DELLA SCADENTE CONSIDERAZIONE CHE LA DISNEY DA ALLE STORIE COMPRESE LE NUOVE, QUESTO A ME DISPIACE, INFATTI PREFERISCO TUTT’ORA LE STORIE DELL’ALMANACCO TOPOLINO E DEL SUPER ALMANACCO TOPOLINO CHE REPUTO MERAVIGLIOSE. ALLORA, UNA COSA CHE SECONDO ME QUINDI DAL MIO PUNTO ATTENTO DI VISTA, LA DISNEY, NEL CORSO DEGLI ANNI, SUI VARI ALBI, COME A TUTT’OGGI,HA FATTO RUOTARE PIU’ MENO LE STESSE STORIE. A RIGUARDO POSSO DIRE CON ONORE ITALIANISSIMO, CHE NOI ITALIANI ABBIAMO IL FIOR FIORE DEI DISEGNATORI DI FUMETTI COMPRESI QUELLI DELLA DISNEY, CHE SICURAMENTE AVRANNO NEI LORO CASSETTI CHISSA’ QUANTE INEDITE STORIE CHE POTREBBERO ESSERE PUBBLICATE. A COSTORO LA DISEY, E NON SO SE LO FA, DOVREBBE DARGLI CARTA BIANCA E CREDO PER CHI E’ DISEGNATORESAREBBE UN VERO ONORE VEDERSELE PUBBLICARE.
    ALTRA COSA, NON DA MENO, CHE BISOGNA TENERE IN CONSIDERAZIONE E’ CHE LA DISNEY, E DI QUESTO NON VOGLIO COMPRENDERE IL PERCHE’, SEMPRE NEL CORSO DEGLI ANNI E DELLE PUBBLICAZIONI FUMETTISTICHE, HA CAMBIATO UNA MAREA DI VOLTE IL FORMATO DEI FUMETTI, E SECONDO ME SCONVOLGENDO LA PASSIONE DI TANTISSIMI DI NOI NEL LEGGERLI.
    SI, PERCHE’ HA ME HA FATTO OGNI VOLTA UN BRUTTO EFFETTO, ORMAI ERO AFFEZZIONATO A QUELLE MERAVIGLISE COPERTINE DI MARCO ROTA E COMPANY!. CHE BELLE! MERAVIGLIOSE E IL FORMATO RICORDATE L’ALMANACCO TOPOLINO E IL SUPER ALMANACCO PAPERINO?. FANTASMAGORICI!. A RISENTIRLI OGGI TRA LE MANI PROVO ANCORA DEI BRIVIDI, E LE RUBRICHE CONTENUTE ALL’INTERNO?! NE CITO DUE SOLE MA BELLISSIME “QUI PAPERINO QUAK E QUI NICOLO’ CAROSIO”. CHE TEMPI. BE TUTTE QUESTE COSE MI FANNO VENIRE I BRIVIDI COME ALLORA. TANTO PER ESSERE COERENTI, PENSATE CHE AVREI LA VOLONTA’ PROFONDA DI FARE IO STESSO RIPUBBLICARE CON ANCHE NUOVISSIME STORIE I DUE VOLUMI SOPRACITATI SEMPRE O MIGLIORATO LOROO FORMATO E SONO RIPETO “ALMANACCO TOPOLINO – E SUPER ALMANACCO PAPERINO (THE BEST).- DETTO QUESTO MI AUGURO CHE LA DISNEY COMPANY ITALIA PRENDA IN CONSIDERAZIONE IL SERIO DA FARSI, PERCHE’ ESTIMATORI CE NE SONO SPARSI PER IL MONDO ANCORA TANTISSIMI.-

    VOSTRO ESTIMATORE E COLLEZIONISTA

    gen 03, 2013 @ 23:21

     
  17. nino russo

    sono un ex sceneggiatore di topolino che, come diversi altri colleghi anziani che non compaiono più nel giornale o in maniera estremamente sporadica, è stato prarticamente obbligato ad andarsene.
    concordo con quelli che dicono che la qualità delle storie negli ultimi anni è peggiorata, frutto di uno sfrenato nepotismo in azienda che ha introdotto gente non in linea col mondo fumetto disney o senza idee e senza unorismo , frutto anche di una dirigenza..inventata là per là …senza capacità specifiche, conoscenza della materia o storia alle spalle, tutti questi sono sempre stati osteggiati e pressati per andarsene, chi è causa del suo mal…

    feb 10, 2013 @ 10:55

     
  18. Shade

    Io ho smesso di comprare topolino quando il prezzo è salito.. la mia paghetta all’epoca era 2 euro a settimana e io potevo permetterlo solo perchè poi fregavo i centesimi a mio padre dal comodino..quando il prezzo è salito a 2.30 ho definitamente smesso..le storie non erano più belle come all’inizio, spesso mi lasciavano deluso le ho trovate scontate e in più tutta la caterva di pagine in mezzo: rubriche e cavolate varie, riempiva di noia..i numeri che avevo prima erano più divertenti..
    Poi un conto è prendere un manga/fumetto che esce per 3.50 ogni mese o anche una rivista che magari costa anche 4-5 euro, un altro è spendere praticamente 9 euro al mese..

    mar 10, 2013 @ 18:01

     
  19. Marco

    Perfettamente d’accordo con tutta la banda (Disney :-) ). Io sto pian pianino allargando la mia collezione, specie con numeri vecchi (600-700 e qualche piccolo tuffo nel 4-500)e di recente mi è capitato tra le mani un topolino moderno!!!! Che tristezza, è veramente per bimbi scemi!! Io mi ricordo, e lo vedo nelle vecchie copie l’usura dovuto all’uso. Storie come il Grande Papero (top. n.1911) non se ne vedono più. Ma quanto erano belle quelle storie piene di scritte e disegni semplici?? Speriamo almeno che il numero 3000 riscatti la tendenza negativa, ma ne dubito.

    mar 28, 2013 @ 11:49

     
  20. Sono un “bambino” del 1966 e ho la collezione completa dal 570 al 1257 di Topolino e i classici Walt Disney della prima serie(fino al 1976).Concordo in pieno con Filippo il carabiniere:
    Trovo un calo della qualità già dal 1100 in poi, dopo essere stato un accanito lettore, perchè contenevano troppa pubblicità e il livello delle storie decresceva, smisi di esserlo e mi dedicai alla collezione “a ritroso” nel tempo.

    Mandai anche una lettera nel 1981, senza naturalmente ricevere risposta…

    Ho provato a leggere i topolini di adesso, ma li trovo illeggibili e i disegnatori, lasciamo perdere…, purtroppo…pensavo di essere “antico”, ma vedo che molti la pensano come me…

    apr 12, 2013 @ 17:49

     
  21. Marco

    Compro Topolino da quando avevo 10 anni: adesso ne ho qualcuno in più, e ho circa 1.800 copie.
    Mi abbono oramai solo per tradizione, spesso capita che leggo il giornalino anche dopo diversi giorni, mentre prima era una gara a leggerlo subito.
    La cosa che più mi ha colpito in questi ultimi anni è che non rileggo più le storie, prima mi piaceva rileggere certi episodi, ora invece succede che posso anche non leggerlo tutto. E inoltre mi capita di guardare l’autore e il disegnatore della storia prima di leggerla, pazzesco! Perchè certe storie sono scritte veramente male, e pure certi disegnatori fanno delle storpiature ai personaggi che sarebbe meglio tornassero a scuola.
    Alcune storie di sceneggiatori poi le ho trovate di una violenza fuori luogo.
    Doble Duck è inutile, puro marketing. Paperinik nettamente superiore. Solo Paperoga mi fa ancora ridere
    Peccato.
    Continuerò ad abbonarmi, d’altra parte io mio soprannome è Topo, anche se per altri motivi..!
    Certamente però scriverò una lettera al direttore.

    apr 26, 2013 @ 11:55

     
  22. Leonardo

    Pure secondo me sono calati molto io sono un bambino del 2000 e ho trovato a casa di mia nonna dei fumetti di mia madre vecchissimi il più vecchio è sotto i cento.MOLTISSIMI.Quando li leggevo mi sembravano dei capolavori rispetto alle schifezze di ora.
    Un mio consiglio per voi signori è leggeri il mio giornaletto preferito Paperone’83 con 2 delle mie storie preferite.

    mag 13, 2013 @ 20:27

     
  23. Leonardo

    Io ho dei giornaletti vecchissimi che vanno dal 50-1000 trovati da mia nonna è sembrano dei capolavori rispetto alla spazzatura di oggi.il mio preferito è paperone’83 PAZZESCO.sn un bambino di 12 anni

    mag 13, 2013 @ 20:30

     

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