Probabilmente chi è appassionato di make up conosce già KIKO Make up Milano, brand italiano nato nel 1997 e di proprietà del gruppo Percassi, attivo da vent’anni nel settore del retail e già distributore e licenziatario di diversi store monomarca di famosi brand quali Swatch, Calvin Klein, Breil, Levi’s, Nike e molti altri.
La mission di Kiko è stata chiara fin da subito: la bellezza a un basso costo.
Questo è senza dubbio uno degli elementi che più di altri ha determinato il successo del brand.
Molte donne apprezzano la possibilità di poter accedere senza eccessivi investimenti a prodotti di cosmesi al passo con i tempi e soprattutto “sicuri e testati”. Quest’ultimo è senza dubbio un aspetto molto delicato nel campo della cosmetica; per avere successo, infatti, bisogna per prima cosa superare l’ostacolo della diffidenza che in molte hanno nei confronti di una nuova marca di trucchi che si presenta sul mercato. Dimostrata la bontà dei prodotti e una volta cominciato il passaparola positivo delle persone che li hanno provati senza avere nessun problema di reazione allergica, il più è fatto.

Forse, però, il successo di KIKO, forte della lunga esperienza del gruppo Percassi, è dovuto soprattutto agli store monomarca: questi rappresentano una buona “vetrina” sul mercato e ottima arma di fidelizzazione dei clienti. Cosa c’è di meglio, dunque, della tecnica del “mystery shopper” per vedere e toccare con mano il fenomeno KIKO Make up? Scopriamolo insieme.
Entrando negli oltre 270 store del brand milanese presenti in Europa, si ha subito una netta sensazione di “ordine”: la quasi maniacale disposizione dei prodotti posizionati negli scaffali che corrono lungo le mura dei locali, contribuisce a porre da subito il cliente a proprio agio. Questa attenta disposizione dei prodotti e degli allestimenti in generale, vuole favorire un’esperienza di acquisto serena e rilassata, incentivando in ultimo l’acquisto della merce.
Tanto per fare un paragone, la fanatica del make up che entra in uno store KIKO è come un bambino che visita per la prima volta Disneyland, un po’ esagerato forse, ma serve a rendere l’idea.
Il colore chiaro e neutro degli scaffali permette di esaltare le mille cromie dei prodotti esposti negli store, facendo apparire il punto vendita come un’enorme tavolozza di un pittore e attivando diversi ricettori sensoriali del cliente, il quale viene subito attratto da questo arcobaleno di colori e ponendosi in modo “attivo” all’esperienza d’acquisto.
L’offerta di prodotti della KIKO è davvero ampia e variegata: rimmel, ombretti, rossetti, matite e accessori vari, ovviamente non manca nulla.L’idea di fondo è quella di far diventare lo store il proprio supermercato di fiducia dove recarsi per l’acquisto di tutto ciò che serve per truccarsi. Basta “saltare” continuamente da una profumeria all’altra!
Ecco allora che per essere sempre al passo con le diverse tendenze dettate dalla moda, il brand ha adottato un sistema di rifornitura dei punti vendita che permette la presentazione di collezioni stagionali: a seconda del periodo dell’anno, dunque, si potrà trovare un colore piuttosto che un altro, aiutando in questo modo il cliente a meglio abbinare il proprio make up con quanto accade nel mondo dell’abbigliamento e della moda in generale.
L’ampio spazio dedicato agli smalti presenta dal più classico dei rossi all’attualissimo verde petrolio, molto di moda in questa stagione, fino ad arrivare al famoso color fango chanel.
L’organizzazione degli store dal punto di vista del personale è piuttosto semplice. Di solito troviamo solo due figure: lo store manager, responsabile della cassa e un addetto alle vendite, il quale oltre ad assistere i clienti, svolge un altro ruolo molto importante contribuendo a rendere l’esperienza di acquisto negli store KIKO davvero unica e memorabile. In un angolo del punto vendita, infatti, troviamo uno sgabello con uno specchio retroilluminato dove l’addetto alle vendite esegue delle piccole dimostrazioni di make up, facendo provare ai clienti i prodotti in vendita e consigliandoli nel modo più corretto di usarli. Ciò contribuisce a far vivere al cliente un’esperienza nuova, slegata dal normale concetto di shopping.
Particolare attenzione, inoltre, viene prestata anche nel riposizionare i prodotti li dove mancanti, cercando il più possibile di non lasciare gli espositori vuoti: tutto questo serve ad accrescere questo senso di ordine così fortemente sentito dal management del marchio milanese perché, a loro avviso, in grado di aumentare le vendite.
In buona sostanza KIKO ha creato un sistema fortemente orientato alla soddisfazione del cliente, puntando molto sugli store, senza però dimenticare l’importanza dell’innovazione.
Alcuni esempi, infatti, sono rappresentati dalle penne per il french fatto in casa, oppure dalle comode salviette imbevute da viaggio per rimuovere lo smalto, o ancora dall’acetone “senza acetone”, ideale per chi proprio non sopporta quel forte odore che si è costretti ad inalare ogni volta che si desidera cambiare colore alle proprie unghie. Ciò dimostra che KIKO non vuole solo entrare nel settore del make up, ma vuole innovarlo e rivoluzionarlo offrendo ai propri clienti prodotti unici e di qualità.
Non sarebbe così strano assistere alla nascita di altri concorrenti vogliosi di entrare nel mondo del make up a basso costo, visto i l successo riscosso da KIKO make up. Quello che il brand milanese ci ha dimostrato, però, è che non basta adottare la strategia dell’everyday low price per ritagliarsi un posto nel mercato, soprattutto in quello della cosmetica. La cosa più difficile, infatti, sta nel conquistarsi la fiducia del pubblico.
KIKO pare esserci riuscita perfettamente presentandosi oggi come un brand giovane e dinamico, dal nome molto gradevole e soprattutto di facile memorabilità, attento alle esigenze della sua eterogenea clientela, capace di mutare al cambiare delle tendenze, ma soprattutto accessibili a tutti.
Scritto da Mauro Maraia il 5 settembre 2011
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federica
ciao.. volevo sapere come avete fatto a scoprire tutte queste informazioni sul brand dato che è impossibile trovarle in giro!! vorrei scrivere un articolo sul mio blog e mi piacerebbe saperne di più!!
mar 28, 2012 @ 13:30
Mauro Maraia
Per lo più, l’articolo è frutto di una personalissima riflesso nata dall’osservazione sul campo dei punti vendita KIKO MAKE UP, osservazione svolta attraverso la tecnica “mystery shopper”.
Il resto è di dominio pubblico e lo si trova nel loro sito istituzionale.
Se può esserti utile, puoi usare questo articolo come FONTE.
ciao
mar 28, 2012 @ 15:20
Nino
Salve, volevo sapere se sarebbe possibile essere informati, per un eventuale proposta di lavoro come agente , oppure come aprire un
negozio del marchio KIKO.
saluti
giu 23, 2012 @ 15:43
tiziana del medico
buongiorno vorrei se possibile piu informazioni possibili per aprire un vs. franchising kiko grazie
set 13, 2012 @ 08:26
ilenia
Amo Semplicemente la Kiko.. tutti prodotti stupendi e di qualità..
set 19, 2012 @ 15:58
Ambra
Dato che ho un locale da affittare in Via Montebuono ( Piazza Vescovio) Roma vorrei sapere se siete interessati ad avviarci un punto vendita KIKO dato che la zona lo richiede. Vi ringrazio per l’attenzione e aspetto una Vostra risposta.
feb 17, 2013 @ 13:27
Andrea Moroni
Ciao Ambra,
il nostro sito ha come scopo quello di riportare e analizzare dal punto di vista economico/strategico e di business alcuni casi aziendali e/o altri aspetti legati al mondo del marketing e dell’economia in senso più allargato.
Quindi non centriamo nulla con l’azienda analizzata in questo articolo e di conseguenza non è questo il luogo adatto dove rivolgere la tua richiesta.
Ciao!
feb 18, 2013 @ 13:33
rosario
Salve, volevo sapere se sarebbe possibile aprire un negozio del marchio kiko
apr 15, 2013 @ 17:09