Uno dei fenomeni degli ultimi 10/15 anni è stato l’elevato tasso di nascita delle startup…e l’elevato tasso del loro fallimento!
Oggi vedremo insieme proprio le cause del fallimento di una startup, tramite una interessante infografia, realizzata dai ragazzi di Visual.ly, che analizza i dati di circa 3200 startup provando a fornire qualche risposta alla domanda: perchè molte startup falliscono in early stage?
LA STARTUP
Ma andiamo con ordine: cos’è una startup?
Tecnicamente, con il termine startup si identifica l’operazione e il periodo durante il quale si avvia un’impresa.
Le startup sono, tendenzialmente, di piccole dimensioni, caratterizzate da un team di lavoro composto da poche persone e dotate di una una elevata flessibilità: i team (e i loro componenti) sono trasversali, si ha una comunicazione per di più informale, che attraversa in lungo e in largo l’azienda permettendo la condivisione di informazioni e conoscenze; non vi sono organigrammi strutturati in modo complesso e viene presa in considerazione anche la “voce” di chi lavora nei livelli più bassi di responsabilità.
Insomma, se è possibile identificare dei termini che possono riassumere l’essenza delle startup, questi sono flessibilità, trasversalità e dimensioni ridotte.
Le startup, solitamente, presentano un elevato rischio ma anche una maggiore prospettiva di guadagno: infatti questo tipo di compagnie, in caso di successo, possono essere vantaggiose poichè, essendo state appena avviate, utilizzano generalmente una limitata quantità di capitale e lavoro.
Creare una startup non è facile: occorre saper gestire un team con elevate competenze e capacità di networking; affrontare problematiche di ogni tipo (economico, legale, ecc.); avere a che fare con competitor molto più forti e con molta più esperienza; trovare dei venture capital che siano disponibili ad ascoltare la propria idea e a finanziarla; avere un’attitudine al problem solving fuori dal comune.
Eppure, perchè negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom di piccole imprese?
Esperti del settore sono tutti concordi nel dare la colpa/merito al web: con l’avvento di internet chiunque, e sottolineo chiunque, abbia anche una sola intuizione, può provare a realizzarla ma il lieto fine non è affatto scontato. Per troppi anni, tra vari siti e blog, si è pubblicizzato il “Si può fare“, ma avere una brillante idea non basta.
Le startup hanno un tasso di fallimento particolarmente elevato, tant’è che ne sopravvivono solo una su 12.
Il motivo?
Come anticipato, analizziamo insieme l’infografia di Visual.ly
PREMESSA
Il progetto “Startup Genome” ha analizzato i dati di circa 3200 startup e ha provato a fornire qualche risposta sul perché molte di esse falliscono in early stage. Il principale fattore che stronca l’avvio è il cosiddetto premature scaling, cioè la diffusione su larga scala del prodotto, troppo in anticipo rispetto alle reali possibilità.
I CICLI DI VITA DI UNA STARTUP E IL CONFRONTO TRA CONSISTENT E INCONSISTENT
Per le startup si ha un ciclo di vita ben definito e basato sulle seguenti fasi:
1) Discovery: è la fase iniziale. Le startup hanno trovato la risoluzione a un determinato problema; un nuovo prodotto o un nuovo servizio da offrire ai consumatori;
2) Validation: siamo ancora in fase preparatoria, il business non è ancora partito. Si cerca di capire se il proprio prodotto/servizio/scoperta possa interessare ai consumatori;
3) Efficiency: in questa fase viene ben definito il modello di business, vengono definite e migliorate l’operatività e le varie strategie (lancio del prodotto, acquisizione clienti ecc.)
4) Scaling: è la fase più importante. Il mercato viene aggredito con il proprio prodotto e si ha una crescita esponenziale del valore dell’azienda, degli asset e della quota di mercato.
Proprio la fase di Scaling è quella più critica, poichè le aziende possono raggiungere un successo troppo grande e “troppo presto“, tale da non poterlo gestire adeguatamente poichè le reali possibilità non lo permettono.
Ma non tutte le startup falliscono e, in base allo studio di Startup Genome, è possibile dividerle in due macro categorie: le Inconsistent Startup (IS), ovvero quelle che hanno fallito, e Consistent Startup (CS), ovvero quelle che hanno avuto successo.
L’infografia si propone di effettuare un confronto proprio tra queste due categorie, basandosi essenzialmente su questi concetti – chiave:
GRANDEZZA DEL TEAM
Prima dello scaling il 50% delle IS ha un team più numeroso rispetto alle startup di successo. Situazione, questa, che si ribalta dopo lo scaling.
FONDI
Le IS raccolgono fondi in media 3 volte maggiori rispetto alle CS nella fase di efficiency ma circa 18 volte in meno nella fase di scaling.
COSTI PER L’ACQUISIZIONE CLIENTI
L’80% delle startup di successo spende meno di 15,000 $ al mese per aumentare i propri clienti, mentre il 45% delle imprese di scarso successo spende più di 15.000 $.
CRESCITA DEGLI UTENTI
Le IS crescono molto velocemente nelle prime fasi di sviluppo per poi pian piano stabilizzarsi, mentre le CS crescono dalle 16 alle 26 volte più velocemente nella fase di scaling e non nelle precedenti.
UTENTI (FREE)
Il 23% delle CS supera i 100.000 utenti; il 99% delle IS, che raggiungono prematuramente la fase di Scaling, sono sistematicamente sotto i 100.000 utenti.
UTENTI (PAID)
Il IS hanno il 75% il più di utenti paganti nelle fasi di Discovery e Validation; le CS, invece, hanno quasi il 50% in più di utenti paganti, rispetto alle IS, in fase di Scaling.
OUTSOURCING
Le IS mandano in outsourcing un 11-19% del proprio lavoro/progetto, mentre le CS solo un 3-4%.
LINEE DI CODICE SCRITTE
Le CS scrivono meno linee di codice rispetto alle IS, in media 2-3 volte in meno.
FASE DISCOVERY
Il 77% delle IS utilizza il 50% delle proprie risorse nello sviluppo del prodotto durante la fase di Discovery; il 45% delle CS pongono invece particolare attenzione allo sviluppo dei clienti.

Insomma, in generale si può affermare che le startup che hanno un successo quasi immediato e caratterizzate dall’assenza di capacità adeguate a gestirlo, rischiano seriamente il fallimento. In particolare, notate invece che le Consistent Startup (le CS), sono caratterizzate da un’attività molto più ponderata e, soprattutto, da dimensioni (di team, monetarie, di base clienti ecc.) che sono sempre proporzionate al successo che hanno: nella fase iniziale è tutto molto più “contenuto”; nella fase di Scaling, dopo aver costruito una base solida sulla quale lavorare, l’azienda è pronta a gestire adeguatamente il successo.
Chi va piano, va sano e va lontanto!
[Grazie a Visual.ly per aver autorizzato l'uso dell'infografia]
Scritto da Emanuele Polimanti il 22 settembre 2011
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nov 20, 2011 @ 13:43
Giuseppe Perrone
I 20 motivi principali per i quali le startup falliscono attraverso l’analisi del fallimento di 32 startup (http://www.chubbybrain.com/blog/top-reasons-startups-fail-analyzing-startup-failure-post-mortem/)
gen 03, 2012 @ 02:12
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[...] problema della disoccupazione giovanile, salita in Italia ormai al 36,2%. Il problema è che solo 1 startup su 12 riesce a sopravvivere. Il problema è anche che la startup all’inizio non genera molti posti [...]
lug 21, 2012 @ 18:39
elisabetta
beh! io non sono giovane, esco da multinazionale dopo 20 anni per fare una start up! il mio team è ridotto all’osso, abbiamo competenze che si “intersecano” perfettamente, nessuno coordina nessuno, siamo allo stesso livello. investiremo unicamente nel marchio e nella qualità del servizio per costruire un qualcosa che sia più teatro che industria… speriamo di essere tra quelle che ce la fanno!
feb 01, 2013 @ 17:59