Cosa hanno in comune “Affari tuoi”, “La prova del cuoco”, “Grande fratello” e altre decine di programmi che da anni entrano nelle nostre case in qualunque ora del giorno?
La risposta è Endemol, società multinazionale con sede ad Amsterdam, che produce format televisivi esportabili in tutto il mondo.
Fondata nel 1996 tramite la fusione di due società di produzione televisiva di proprietà rispettivamente di John de Mol e Joop van den Ende (il nome infatti deriva da una combinazione dei loro cognomi), grazie ad accordi e collaborazioni con le principali emittenti televisive mondiali, Endemol ha giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione della cultura televisiva e nella relativa evoluzione della cultura sociale degli ultimi anni, specchio di ciò che accade in tv, grazie a reality show, quiz televisivi e la c.d. “tv spazzatura”.

I PASSAGGI DI PROPRIETA’ E L’ARRIVO DI MEDIASET
Nel 2000, in piena bolla economica, la società è stata acquisita dalla compagnia telefonica spagnola Telefónica per 5,5 miliardi di euro, salvo poi disfarsene nel 2007: dopo vari tentativi di stabilire un prezzo adeguato, Endemol fu messa all’asta e il 75% fu acquistato per una cifra di circa 2,63 miliardi di euro dal consorzio Edam Acquisition, formato da Mediacinco Cartera (controllato il 25% da Mediaset Investment e il 75% da Telecinco), Goldman Sachs e il fondo Cyrte specializzato nel settore tlc riconducibile a John De Mol, fondatore.
La successiva OPA indetta da Edam Acquisition ha portato il controllo al 100%, l’uscita della società dalla borsa e l’aumento della quota controllata da Mediaset a più del 33%.
LE ACCUSE A MEDIASET, L’INDEBITAMENTO E IL CONTROLLO
Come ogni affare che riguarda gruppi gestiti dalla famiglia Berlusconi, anche l’acquisizione della quota di controllo di Endemol da parte di Mediaset ha suscitato non pochi clamori: tramite questa operazione, infatti, si è registrato uno spostamento del ruolo di Mediaset da “distributore di contenuti” a “produttore di contenuti” i quali però sono acquistati anche dalla Rai e da altre emittenti concorrenti.
Tutto ciò ha portato così all’accusa per la quale Mediaset avrebbe potuto influenzare la programmazione Rai a proprio vantaggio, impedendole l’acquisizione di format, alzando i prezzi ecc.
Oltre alle accuse, però, l’investimento in Endemol da parte di Mediaset non si è rivelato un grande affare anche a causa dell’ indebitamento della società olandese: nel 2010, secondo quanto riportato da “Il Sole24Ore”, il debito era salito ormai a 3 miliardi di euro, pari a ben 10 volte il margine operativo lordo, tanto che Goldman Sachs, la più grande banca d’affari al mondo nonchè azionista indiretta di Endemol, e il socio, John De Mol, avrebbero pensato di correre ai ripari con una gigantesca ristrutturazione finanziaria.
Infine, Mediaset non è mai riuscita a giocare un ruolo di primo piano nella gestione della società, nonostante la sua quota del 33% che avrebbe potuto permetterle di definire strategie, piani industriali e finanziari.
L’USCITA DA ENDEMOL
Insomma la partecipazione in Endemol, tra accuse di conflitto d’interesse, indebitamento e problemi relativi alla gestione della società, hanno spinto Mediaset a liberarsene progressivamente: nel bilancio 2011, infatti, si legge che “la partecipazione detenuta nel gruppo Endemol non viene più valutata col metodo del patrimonio netto previsto per le società collegate” bensì viene classificata e valutata come “partecipazione disponibile alla vendita“.
E così Mediaset, pochi giorni fa, ha ceduto sul mercato la propria quota rimanente in Endemol, incassando 72 milioni di euro: non male, considerando che la partecipazione era stata già valutata a zero e che gli strascichi della vicenda avranno un impatto soft sul conto economico 2012.
Ma cosa succederà ad Endemol?
E’ stato trovato un accordo per la ristrutturazione pro-rata del maxi debito (2,1 miliardi scesi a 500 milioni) e l’azionariato ha cambiato volto, poichè la società è in mano principalmente a fondi d’investimento, senza la presenza di un azionista dominante.
Endemol è stata quindi ristrutturata e la nuova sfida è rivenderla a prezzi vantaggiosi, anche se le strategie industriali non sono assolutamente chiare.
Mediaset, per conto suo, considerando l’impossibilità di poter gestire Endemol adeguatamente e con un ruolo di primo piano, ha deciso di abbandonare una nave che si è rafforzata, ma che sembra avere una rotta ignota.
Scritto da Emanuele Polimanti il 8 aprile 2012
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