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Searcheeze: la ricerca collaborativa diventa semplice

Molte volte mi sono interrogato sulle difficoltà di un mondo senza Internet: non pensate solo ai social network. Ampliate la vostra visione.

Cercare un indirizzo, una via, una strada? Tuttocittà.

Inviare il CV ad una azienda? Posta cartacea (sempre che foste in grado di trovare l’indirizzo esatto dell’ufficio risorse umane!).

 

Nascere e crescere ai tempi di Internet – ad avviso di chi scrive – non è più semplice ma semplicemente meno time-consuming: le distanze si accorciano e i tempi si riducono.

 

Poi mi sono trovato a scrivere la mia tesi di laurea e anche in quella circostanza mi sono interrogato su quanto fosse difficoltoso – solo venti anni fa – redigere una tesi quando non esisteva la possibilità di utilizzare il web.

I nostri genitori potrebbero confermarci la loro difficoltà nel raccogliere materiale, documenti, informazioni o semplicemente comprendere dove andare a ricercare tutto ciò. E questo era solo l’inizio del lungo percorso che conduceva a trovare anche solo un piccolo riferimento bibliografico utile: una volta trovata la biblioteca, libreria, emeroteca, etc. occorreva spulciare tomi, pagine, righe senza avere la comoda funzione “cerca” che ha risparmiato, a più di qualche studente, molte ore alla ricerca indefinita (e a volte infinita) di informazioni.

Che sia ben chiaro: spesso questa modalità (il comando “cerca”) rende non solo arida la ricerca ma abbassa notevolmente la quantità e qualità di informazioni trasversali che è possibile apprendere, perché focalizza l’attenzione (e quindi la lettura) di pochi paragrafi (quelli che interessano), tralasciando tutto il resto, compresi i ragionamenti e gli assunti che hanno portato a scrivere quelle poche righe sulle quali focalizziamo la nostra attenzione.

 

In questa sede non si vogliono indagare i pro e i contro della vetusta ricerca “manuale” o della più moderna ricerca “virtuale”, ma si vuole approfondire la storia di una startup che ha fatto della parola “ricerca” la sua mission: Searcheeze.

 

 

LA STORIA

La storia di Searcheeze è relativamente recente.

Fondata all’inizio del 2011 da Stefano Passatordi e Flavio Gambardella, Searcheeze nasce come evoluzione di Ibrii, startup di notevole successo costituita nel 2008.

Al momento la società Ibrii Inc. (di cui Lorenzo Thione – co-fondatore di Powerset, comprata da Microsoft per 100 milioni di dollari nel 2008 e attualmente Bing – è un Advisor) è proprietaria di Searcheeze.

 

Nel marzo 2011 Searcheeze ottiene un round di finanziamenti da Dpixel che, precedentemente aveva già investito un primo seed in Ibrii.

Nel giugno 2011 viene lanciata una versione beta per uso privato. Risultato? Agenzie di stampa hanno deciso di testare Searcheeze per un eventuale uso interno e migliaia di utenti iniziano a sfruttare le sue potenzialità.

 

Searcheeze è – al momento – di base a Roma ma con uno sguardo agli Stati Uniti dove, per agevolare l’attività, verrà aperta una piccola sede anche in Silicon Valley.


Nonostante i pochi mesi di vita, Searcheeze ha vinto una importante competizione europea per startup (BizBarcelona) ed una nella Silicon Valley (European Demo Night) e raggiunge – senza alcuna forma di comunicazione e marketing – migliaia di utenti unici al mese, concentrati soprattutto negli Stati Uniti.

 

 

 

SEARCHEEZE: COSA FA

Come detto in apertura, il significato della parola “ricerca” si è evoluto in maniera notevole nel corso degli ultimi anni: da ricerca manuale – in particolare nelle biblioteche – a ricerca virtuale e istantanea, la cui sede naturale è data dai motori di ricerca.

 

Tutto è digitale grazie ad Internet.

Tuttavia resta limitata l’organizzazione dei risultati di ricerca, che è ancora analogica: occorre far ricorso a fogli di carta, file di testo, appunti. Raccogliere e organizzare i risultati delle ricerche in maniera collaborativa, nel mare magnum della rete, risulta essere ancora molto difficile.

 

Searcheeze dà la possibilità – per la prima volta – di effettuare ricerche collaborative/ ricerche di gruppo in modo che gli utenti possano trovare più contenuti circa l’argomento che interessa.

La tecnologia di Searcheeze permette agli utenti di collezionare qualsiasi elemento di una pagina web (testo, immagine, video, audio stream) con un semplice drag&drop: praticamente ognuno può letteralmente trascinare il contenuto nella barra Searcheeze (che non richiede installazione) presente nel proprio browser.

La ricerca è collaborativa perchè si possono invitare persone fidate (amici, parenti, colleghi) e ogni membro del gruppo può collezionare vari contenuti e, in tempo reale, interagire con i contenuti presi da altri membri.

 

 

L’utilizzo di Searcheeze può essere vario:

 

1.

Per gli utenti comuni, che ne fanno un uso non professionale, Searcheeze può essere utile per salvare contenuti circa argomenti d’interesse e in particolare a:

- una famiglia, per organizzare una vacanza;

- uno studente, per le sue ricerche da solo o con gli amici;

- un professore, per organizzare il materiale del corso/esame;

- un blogger per postare velocemente;

- per un gruppo di amici per decidere un regalo di compleanno.

 

2.

Nel mondo business può essere usato:

- dalle testate giornalistiche come strumento interno per i giornalisti per collezionare contenuti dal web, eventualmente in gruppo, e avere un archivio condiviso con tutti riferimenti del caso;

- da studi di avvocati per collezionare e organizzare le varie sentenze e leggi;

- da sviluppatori per collezionare pezzi di codice.

 

In sintesi si tratta di un contenitore virtuale nel quale è possibile raccogliere tutto ciò che interessa delle ricerche effettuate su Internet, creando collezioni di elementi (immagini, testo, video, audio). Tutti gli utenti abilitati possono diventare collaboratori nella ricerca, partendo dai risultati ottenuti e aggregati nelle fasi precedenti da altri.

 

L’obiettivo è effettuare ricerche collaborative sul web, arrivando a fornire - a tutti coloro che cercano online - non URL di siti ma informazioni già assemblate dagli individui che in precedenza hanno aggregato i contenuti su quella voce: non risultati ottenuti tramite algoritmi di ricerca, ma contenuti precedentemente messi insieme da persone fisiche.

 

 

 

L’INTERVISTA A STEFANO PASSATORDI.

Le prime informazioni su Seacheeze le ho reperite, manco a dirlo, dal web: website aziendale, articoli, stralci di quotidiani e riviste, interventi a conferenze, eventi, manifestazioni, etc.

 

Ho deciso, quindi, di mettermi in contatto con Stefano Passatordi risalendo fino al suo blog e ai suoi riferimenti. Da quando ho deciso di cercare informazioni su Searcheeze al “primo contatto” e scambio di opinioni con Stefano passano un paio di ore.

Sappiate che non ci siamo mai incontrati, sebbene originari della stessa (piccola!) città.

 

La prima volta che parliamo – dopo esserci “rincorsi” per una settimana tra chat e mail – è un pomeriggio di agosto via Skype, a 10000 chilometri di distanza: io sono a Roma, lui a San Francisco. La conversazione dura circa un’ora.

 

Mi faccio spiegare brevemente la sua esperienza e la storia che ha portato a Searcheeze.

Chi ha scritto in precedenza di lui ha esaltato la sua disponibilità. Confermo.

 

 

 

Stefano Passatordi nasce a Potenza il 7 luglio 1983 e fin da piccolo ha la passione per l’informatica. A 9 anni gli viene regalato dai genitori il primo computer. Gli anni della scuola superiore segnano la svolta: Stefano capisce le potenzialità che può offrire l’informatica e finito il liceo inizia un percorso universitario che lo porta nel 2008 a laurearsi in Tecnologie Informatiche.

Da neo-laureato la scelta è quella di creare la propria azienda piuttosto che iniziare ad inviare CV, in attesa di essere chiamato per le varie fasi di assessment che conducano all’assunzione. Nel 2009 co-fonda la prima startup: Ibrii.

In questi anni entra in contatto con Lorenzo Thione – come detto co-fondatore di Powerser, comprata da Microsoft per 100 milioni di dollari nel 2008 e attualmente Bing – che decide di entrare in società, mettere a disposizione la sua esperienza ed il suo network e fare da Advisor.

Dopo un anno di esperienza con Ibrii, la scelta è quella di focalizzarsi su una tematica attuale e di particolare interesse, ovvero come innovare il campo delle ricerche sul web, monopolio e dominio di Google da oltre un decennio.

Da giugno 2011 Ibrii si è evoluto in Searcheeze per la cui storia rimandiamo al paragrafo dedicato.

 

 

“Avviare una società da zero e senza esperienza non è facile” – dice Stefano – “Ho lavorato e sto lavorando tantissimo, ogni giorno è una nuova sfida ed ogni giorno imparo qualcosa in più. Fare impresa non è mai stato facile, in nessuna parte del mondo, ma oggi, grazie ad Internet, tutti hanno una opportunità in più che prima non esisteva. Finalmente, da qualche anno, anche in Italia ci stiamo accorgendo di che risorsa possa essere Internet e quanto sia facile poter fare business con l’altra parte del mondo senza uscire di casa. Quello che ancora manca in Italia è la cultura del rischio. Da un lato i pochi investitori presenti rischiano poco, dall’altro anche i giovani preferiscono scegliere un lavoro “fisso” piuttosto che rischiare e provare a fare qualcosa in proprio. Spero che presto questa mentalità possa cambiare, sarebbe un vantaggio per tutti”

Stefano Passatordi

 

 

 

Nonostante Searcheeze sia partito da appena qualche mese e – attualmente – sia ancora in beta privata, migliaia di utenti sparsi per il mondo hanno iniziato ad usarlo e testarlo. Il desiderio di Stefano, nonché obiettivo di Searcheeze, è far si che gli utenti possano ottenere i migliori contenuti presenti sul web relativi all’argomento cercato piuttosto che perder tempo nel leggere i risultati di ricerca che restituisce Google.

 

“Insomma, dopo tanti sacrifici” – conclude Stefano – “sembra che le cose stiano andando per la giusta direzione”.

 

Buone idee, tanta ambizione ma soprattutto piedi per terra. Questa la formula di Searcheeze.

 

 

 

CONCLUSIONI

Idee come Searcheeze nascono, crescono e si ingrandiscono solo se c’è la lungimiranza di guardare oltre l’immediato e tracciare un percorso evolutivo che agli occhi esterni potrebbe sembrare ambizioso ma che, invece, nelle menti dei creatori non è affatto una utopia.

 

Stefano & Co. hanno le idee ben chiare sul presente, ma ancor più definite sul futuro.

 

Innanzitutto la versione beta per il mondo consumer servirà come base per la costruzione dei moduli per il mondo business (giornalisti, avvocati, sviluppatori di software, etc.) – vero target dell’azienda – la cui attività si fonda sulla ricerca, condivisone, aggiornamento e revisione costante di materiale elaborato da altri colleghi o collaboratori. Insomma Searcheeze può davvero creare valore aggiunto per il target suddetto.

 

Inoltre per i prossimi 1-2 anni si sta lavorando affinché milioni di utenti (consumer e business) possano sfruttare i servizi offerti e far si che Searcheeze diventi un market place di ricerche curate dall’uomo, con buoni contenuti già aggregati e già valutati da altri utenti, e quindi “pronti all’uso”. Non è difficile desumere la vision di Searcheeze: dare l’opportunità di trovare direttamente i contenuti selezionati in precedenza da altri utenti invece che una lista di URL. La volontà dei creatori è di ottenere contenuti selezionati non da un algoritmo ma dalla mente umana.

 

Infine, entro qualche mese, gli utenti avranno anche la possibilità di guadagnare tramite la piattaforma Searcheeze.

 

Per concludere un ringraziamento va a Stefano Passatordi per la sua disponibilità e un “in bocca al lupo” a tutto il team Searcheeze.

 

Di seguito trovate il link per registrarsi alla versione beta di Searcheeze

http://www.searcheeze.com/register?target_url=%2Fmy_collections%3Finvite_code%3DStefano

 

 

 

 

FONTI:

Stefano Passatordi, CEO Searcheeze

Sito web Searcheeze (http://www.searcheeze.com/)

Corriere della Sera (http://siliconvalley.corriere.it/2011/09/la_nuova_italia_che_avanza_sea.html)

 

Scritto da Giuseppe Perrone il 12 settembre 2011

5 Commenti

  1. Complimenti vivissimi a Stefano e buona fortuna!
    Daniele

    set 12, 2011 @ 08:24

     
  2. Grazie Daniele :)

    set 12, 2011 @ 15:05

     
  3. Andrea

    Ho avuto la fortuna di ascoltare la presentazione di Stefano di Ibrii a Luglio 2010 all’innovation Camp. Grande persona con un grande cervello e coraggio!

    In bocca al lupo per tutto!

    set 30, 2011 @ 11:27

     
  4. davide

    Complimenti… è vero qui in Italia manca la cultura del rischio! Io invece voglio investire un bel pò di soldi e sto cercando qualche nuova e bella idea… contattatemi se voelte davins@hotmail.it ciaoooo a presto.

    ott 01, 2011 @ 01:41

     
  5. [...] dal mio punto di vista, è la scelta definitiva: grazie ad un semplice drag&drop, sarà possibile salvare i nostri link interessanti all’interno di collection, per poi successivamente invitare altri membri (colleghi, amici, familiari) a condividere con noi [...]

    ott 29, 2011 @ 12:21

     

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