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Steve Jobs si dimette da CEO di Apple: i perchè delle dimissioni

La notizia non è che fosse chissà quanto inaspettata, ma fa sempre un certo effetto: con un comunicato stampa abbastanza lungo, Steve Jobs ha comunicato di aver rassegnato le dimissioni dal ruolo di CEO di Apple.
Jobs è malato da tempo, combatte con una forma molto rara di cancro al pancreas e tre anni fa ha subito un trapianto di fegato. Dal 2008 si è ritirato “per problemi di salute” per ben tre volte, lasciando ogni tipo di responsabilità e incarico a Tim Cook che, seguendo il piano di successione stabilito dal CDA di Apple, è stato nominato membro del Consiglio stesso e CEO con effetto immediato.
Questa la lettera inviata ai dipendenti di Cupertino:

 

“24 Agosto, 2011 – Al consiglio di amministrazione di Apple e alla Community di Apple:

Ho sempre affermato che se fosse arrivato il giorno in cui non sarei più riuscito ad adempiere ai miei doveri e aspettative da CEO Apple, sarei stato il primo a dirvelo. Sfortunatamente, il giorno è arrivato.

Con la presente rassegno le mie dimissioni come CEO di Apple. Vorrei avere, se il consiglio lo ritiene opportuno, il ruoto di Presidente del consiglio, direttore e dipendente Apple.

Per quanto riguarda il mio successore, vorrei raccomandare fortemente di seguire il piano di successione e il nome di Tim Cook come CEO di Apple.

Credo che i giorni più brillanti e innovativi di Apple sono ancora davanti a se. E non vedo l’ora di guardare e contribuire al loro successo con un nuovo ruolo.

Ho avuto alcuni dei miei migliori amici della mia vita in Apple, e ringrazio tutti per molti anni di lavoro al vostro fianco.

Steve”

 

 

IL RITORNO, LA RIVOLUZIONE

Jobs è il co-fondatore di Apple, ha costruito i primi computer nel 1976 insieme a Steve Wozniak in un garage della Silicon Valley e, nel giro di 10 anni, raggiunsero un successo senza precedenti. Ma non è tutto oro quel che luccica, perchè Jobs fu cacciato da Apple nel 1985 da John Sculley, il CEO nominato proprio da Jobs e Wozniak.

A 30 anni ricominciò da capo, fondando la NexT Computer e la Pixar, diventando pioniere dell’animazione 3D (successivamente, la Pixar fu acquisita dalla Walt Disney Company, della quale attualmente Jobs è il primo azionista) ma, nel 1996, fu richiamato da Apple in crisi di risultati finanziari e qualità dei prodotti. NexT Computer fu incorporata e Apple riprese a volare: dal 1996 al 2011 il titolo Apple, sotto la guida di Steve Jobs, ha guadagnato il 2250% (!) diventando l’azienda più ricca degli Stati Uniti con un valore per singola azione che si aggira intorno ai 300$.

Il passato recente lo conosciamo tutti: dal 2001, con la nascita dell’iPod e il continuo sviluppo degli iMac; la presentazione di iPhone, iPad e di tutte le release software accessorie hanno reso Apple un’azienda non più di nicchia, ma sinonimo di qualità ed eccellenza dei prodotti, con fatturati record dichiarati ogni trimestre durante apposite conferenze stampa audio che potete trovare sul sito Apple.

 

LA MALATTIA

Ma dal 2004 “l’iCEO” sta combattendo la battaglia più dura: quella contro il cancro al pancreas, sviluppatosi nei 9 mesi precedenti senza sintomi e per il quale è stato sottoposto ad apposita chemioterapia per la rimozione delle metastasi.

Per i mesi di assenza di Steve Jobs, Tim Cook fu incaricato come amministratore delegato ad interim e a distanza di soli 2 anni dalla scoperta del cancro, nel 2006 Jobs riapparse in pubblico in buona forma di salute.
Il cancro però non è stato sconfitto senza conseguenze, perchè a causa delle terapie Steve Jobs ha sviluppato il diabete di tipo 1, detto anche giovanile e insulino-dipendente, che lo ha costretto a iniziare la terapia insulinica per curare gli scompensi metabolici (perdita consistente di peso e presenza di proteine e zuccheri nelle urine).

 

 

Nel 2009 sono state divulgate notizie contrastanti sulla salute di Steve Jobs, a causa anche della sua annunciata assenza al Macworld Conference & Expo di gennaio. Nel comunicato stampa ufficiale del 5 gennaio 2009, Jobs ha affermato di stare “bene” e che ha “solo uno scompenso ormonale” che gli impediva di “prendere peso“, ma pochi mesi più tardi è lo stesso Jobs a scrivere una lettera ai dipendenti e alla community Apple:

 

“Ho perso peso nel 2008 ma non riuscivo a capirne il motivo, così ho deciso di andare fino in fondo alla questione mettendola come mia priorità numero uno. Dopo alcuni test i medici mi hanno fatto sapere che il problema è uno scompenso ormonale che mi “ruba” le proteine di cui il mio corpo ha bisogno. Alcuni sofisticati esami hanno confermato questa diagnosi. Il rimedio è relativamente semplice e ho già cominciato la cura, ma visto che non sono diminuito in una settimana o in un mese, i dottori si attendono che ci vorrà fino a tutta la primavera perché recuperi quello che ho perso. Nel frattempo continuerò a lavorare come Ceo di Apple”.

 

Dopo questo comunicato, le voci su una recidiva del tumore di Jobs sono diminuite, ma il 14 gennaio 2009 Steve Jobs ha annunciato il suo ritiro temporaneo da Apple per 5 mesi a causa dei suoi problemi di salute, delegando ancora una volta la carica di amministratore delegato a Tim Cook, direttore operativo di Apple. In una nuova lettera aperta ai dipendenti di Apple e diffusa su internet, Steve Jobs dichiara che le sue condizioni di salute sono “più complesse di quello che pensava” e che necessita di nuove cure mediche.

 

Il 20 giugno 2009 uscì un articolo sul sito internet del Wall Street Journal, nel quale fu riportata la notizia per cui nel mese di aprile 2009 Jobs ha subito un trapianto di fegato nello stato del Tennessee. Apple ha successivamente confermato la veridicità della notizia e il rientro del CEO per la fine del mese di giugno 2009: a conferma di ciò, nel luglio del 2009 il portale TMZ.com ha pubblicato una fotografia che ritrae Jobs davanti al Campus Apple di Cupertino, da cui era stato assente dal mese di gennaio, e pochi mesi più tardi, il 9 settembre 2009 l’iCEO è tornato sul palco a presentare il rinnovo dell’intera gamma di iPod: apparse in condizioni migliori rispetto all’ultima volta che si mostrò al pubblico e ne approfittò per ringraziare il ragazzo di vent’anni, deceduto in un incidente stradale, che gli ha donato il suo fegato.

 

Il 17 gennaio 2011 Apple ha annunciato che Steve Jobs ha richiesto un nuovo congedo medico, precisando che sarebbe rimasto CEO di Apple continuando a occuparsi delle principali questioni strategiche, ma sostituito per le questioni quotidiane ancora da Tim Cook, il COO di Apple. Nonostante tutto, il 2 marzo 2011, in occasione dell’evento di presentazione dell’iPad 2 compare sul palco a sorpresa, dimagrito, senza forze e delegando parte della presentazione ai suoi vice.

 

PERCHE’ LE DIMISSIONI ADESSO

Nel comunicato stampa apparso sul sito Apple, assieme alla lettera di dimissioni di Jobs, viene riportato anche che la nomina di Tim Cook a membro del CDA in qualità di CEO ha effetto immediato. Ma perchè è stato scelto proprio questo momento?

 

Per rispondere a questa domanda, traiamo spunto da un interessante articolo apparso su Gizmodo, nel quale viene approfondita la questione della tempistica delle dimissioni:  Apple non è mai stata più forte di adesso, lo dimostrano i dati record presentati per lo scorso trimestre, periodo in cui non ci sono nemmeno stati lanci significativi che facessero impennare le vendite e le quotazioni.

E poi tra un mese? Tra circa un mese arriverà il nuovo iPhone, che porterà un’ondata di novità, freschezza e guadagni all’interno dell’azienda, che commercializzerà il dispositivo con i tre maggiori operatori statunitensi. E’ inoltre probabile l’arrivo di un prodotto completamente nuovo, un terminale a basso costo che soddisfi l’esigenza delle masse e non solo di quelli che hanno 600/800€ da spendere per uno smartphone.

In tutto questo, dimettersi tra qualche settimana avrebbe avvolto il lancio dell’iPhone 5 nei ricordi di Jobs, e per l’azienda non sarebbe stato positivo. Dimettendosi ora Jobs lascia del tempo al suo successore, tempo stategico di cui Tim Cook deve approfittarne per prepararsi al lancio del nuovo dispositivo, senza l’ombra pesante dell’ormai ex-CEO.

 

Inoltre la separazione sarà più dolce dato che Tim Cook dovrà lanciare nel prosssimo futuro dei prodotti che portano in loro l’essenza di Steve Jobs, il suo marchio di fabbrica, in modo da non risultare un taglio netto e non far soffrire i consumatori per questa sostituzione al vertice. E’ innegabile il fatto che l’iPhone 5 sia stato progettato ormai da mesi, con Jobs al comando, ed anche i semi per il prossimo iPad 3 o per i nuovi Mac siano stati piantati sempre dal co-fondatore Apple.

 

Nel frattempo. Tim Cook ha inviato una mail a tutti i dipendenti Apple nella quale, per farla breve, ha tranquillizzato tutti dicendo che nulla cambierà a Cupertino e che il fatto che Jobs sia Presidente, vuol dire che sarà di “grande ispirazione per il suo nuovo ruolo”. A detta degli analisti però, sembra che in Apple alcune cose cambieranno, ma solo dopo che Jobs sarà effettivamente non più coinvolto nelle decisioni strategiche.

 

 

L’ICONA

La notizia delle dimissioni di Jobs hanno scatenato immediatamente un tam-tam nel web; gli appassionati si dicono “disperati” e molti sperano che Jobs possa tornare a ricoprire il ruolo di CEO il prima possibile. Un affetto incredibile, che consacra Jobs come nuova icona planetaria, come modello da seguire.

 

 

Solitamente non facciamo questo tipo di cose, ma permettetemi una riflessione personale: chi mi conosce personalmente sa quanto sia innamorato di Apple, dei suoi prodotti e della sue strategie di vendita/marketing/produzione/gestione della supply chain e cosi via. In particolare, Steve Jobs è l’uomo che, pur indirettamente, ha cambiato la vita di molte persone: da chi gestisce blog dedicati al mondo Apple (guadagnando decine di migliaia di euro al mese grazie alle visite) a chi, come me, è stato letteralmente abbagliato dalla sua filosofia di lavoro e di vita.

Jobs è uno che non ha mai avuto paura di mostrare al mondo intero le proprie condizioni di salute; la passione per il suo lavoro, l’amore per Apple e per l’avanzamento tecnologico, la sua visione avanti di decenni rispetto al resto del mondo gli hanno permesso di avere più successi di chiunque altro, gli hanno permesso di risorgere dalle proprie ceneri dopo la cacciata da Apple e di salire sul palco di San Francisco, a marzo, per presentare l’iPad 2 nonostante fosse gravemente malato, nonostante barcollasse mentre camminava.

 

E’ un uomo che fino all’ultimo ha provato a resistere alla malattia, rimanendo alle redini di una delle società più grandi e importanti del mondo (e con tutta la gravosità degli impegni che ne deriva).
Ora Jobs non ce la fa più, la malattia che lo perseguita da quasi 10 anni lo sta stancando. A 56 anni non è più in grado di fare quello che sa far meglio: cambiare il mondo.

 

Nel famoso discorso fatto alla Columbia University nel 2005 disse “Siate matti, siate affamati” . Ora, forse lui non lo è più, forse è troppo stanco.
Non ci resta che pregare per lui, affinchè un miracolo lo rimetta in piedi…o almeno affinchè la malattia non lo faccia soffrire più di quanto abbia già fatto.

Scritto da Emanuele Polimanti il 26 agosto 2011

3 Commenti

  1. Salvo

    Come deve essere triste per un Uomo come Steve Jobs, dovere rassegnare le dimissioni da ciò che ha lui stesso creato !
    Spero con tutto il cuore che come un miracolo, lui possa tornare a far parlare di se in un contesto di “alta quota” di ciò che è stata la Sua creatura.

    Auguri Steve ! il mondo tecnologico certamente coglierà la Sua figura come icona nei propri sogni!

    set 08, 2011 @ 22:10

     
  2. Mariano Roccuzzo

    Addio Steve Jobs. Addio genio!

    ott 06, 2011 @ 04:53

     
  3. [...] che qualcosa di geniale la combinerà anche là dove è andato a stare. (la foto è tratta da qui) Potrebbero interessarti anche questi post:Holga my dear e gli sprocketsLettera al sindaco Matteo [...]

    ott 06, 2011 @ 08:33

     

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