Facebook Twitter RSS
 

Valentino va in Qatar: la maison acquistata dal fondo Mayhoola

Più di un anno fa, durante le prime settimane di vita di BusinessInside, vi parlammo in modo molto approfondito di Valentino: la casa di moda, fondata da un giovanissimo Valentino Garavani, è diventata nel corso dei decenni una vera e propria icona del Made in Italy, un esempio di classe, eleganza e qualità dei prodotti ma, soprattutto, un’azienda di successo gestita egregiamente dalla famiglia Marzotto, prima, e dalla holding Pemira successivamente.

 

 

Attualmente, è in vigore il seguente assetto societario: Valentino è posseduto dalla società lussemburghese Red & Black Lux sarl, che fa capo per il 78% al fondo Permira (e ad alcuni suoi coinvestitori) e per il 22% ad alcuni rami della famiglia Marzotto (9,5% Paolo Marzotto, 12,5% dalla Zignago Holding dei fratelli Luca, Nicolò, Gaetano e Stefano Marzotto oltre allo zio Giannino Marzotto). Adesso però, dopo 4 anni dall’ultima acquisizione, la casa di moda passa nuovamente di mano e, stavolta, in mani straniere.

 

WELCOME IN QATAR

Il Qatar, si sa, è terra di richezza: il fondo sovrano ha a disposizione circa 52 miliardi di euro e, da qualche anno, gli sceicchi si divertono a fare la “spesa” in Europa.
Qualche esempio?

 

 

Negli ultimi 10 anni, sono passati in mano agli arabi: i grandi magazzini Harrods; le squadre di calcio del Paris Saint Germain e del Malaga; una serie di aziende di grandi dimensioni; titoli di investimento di vari paesi; sponsorizzazioni di eventi sportivi e squadre di ogni tipo; investimenti immobiliari continui in ogni parte del mondo; un settore turistico in continua evoluzione fatto di attrazioni, alberghi da mille e una notte e villaggi enormi.
Investimenti mirati che stanno rendendo benissimo sia in termini di risultati, sia in termini di gestione aziendale ma, evidentemente, gli sceicchi non sono soddisfatti perchè gli investimenti continuano, e stavolta hanno fatto scalo nuovamente in Italia, dopo aver già portato i loro soldi in alberghi di Milano e nella Costa Smeralda.

 

 

LE TRATTATIVE E L’AFFARE

La notizia della trattativa per l’acquisto di Valentino da parte degli sceicchi del Qatar è trapelata giorni prima dell’accordo, grazie ad alcuni giornali inglesi che hanno avuto una soffiata direttamente dalla maison tant’è che, senza fare alcun nome, l’amministratore delegato Stefano Sassi ha confermato di aver “garantito un periodo di trattative in esclusiva a uno dei potenziali compratori, che ha espresso interesse per l’elevato potenziale di Valentino nel lungo periodo“.

 

 

Pochi giorni dopo, è arrivata l’ufficialità: in una nota è stato spiegato che “è stato firmato il contratto di acquisto tra Red&Black Lux, il veicolo del fondo Permira e della famiglia Marzotto, e Mayhoola for Investments, società partecipata da un primario investitore del Qatar (che secondo le indiscrezioni circolate farebbe capo alla famiglia reale del Paese mediorientale – ndr). Attraverso l’acquisizione di Valentino Fashion Group, Mayhoola acquisisce il controllo di Valentino e della licenza M Missoni, lasciando fuori dal perimetro di acquisizione Marlboro Classic e Hugo Boss, che rimarranno sotto il controllo di Red&Black Lux.”

 

 

TUTTI CONTENTI?

Di sicuro sono contenti quelli di Pemira e la famiglia Marzotto che, con questa operazione, hanno incassato ben 700 milioni di euro.
Di sicuro saranno contenti anche gli arabi: l’investimento ha consegnato loro un’azienda in ottima salute: nel 2011 la maison (escluse le licenze di M Missoni e Marlboro Classics) ha realizzato 322,4 milioni di euro di ricavi (+48,1%) e 22,1 di ebitda (7,5 milioni nel 2010, mentre il risultato netto è ancora negativo). Nei primi sei mesi 2012 il fatturato è stato di ben 186 milioni di euro (+23%).

 

 

Ma i consumatori, i “virtuosi” della moda saranno contenti?
Dopo l’abbandono di Valentino, ritiratosi nel 2008 dopo che Pemira non gli rinnovò il contratto, la casa di moda ha cambiato due coppie di stilisti che hanno saputo mantenere un’elevata qualità delle creazioni (i risultati finanziari, a tal proposito, parlano chiaro), ma le critiche per la mancanza del “tocco alla Valentino” non si sono mai fermate, nonostante i proprietari abbiano sempre preservato l’italianità del marchio.

 

Ma adesso? Cosa succederà?
La speranza è che gli sceicchi non vogliano trattare l’azienda come un giocattolo e che ne vogliano preservare le tradizioni e la storia.
Un percorso non scontato, come altre esperienze recenti dimostrano, ma non impossibile.

Scritto da Emanuele Polimanti il 16 luglio 2012

Un commento

  1. Compliments, I think that is an ulterior good opportunity for your brand.
    We would like to work in Qatar because it will be an good opportunity alse for us.
    regards
    Barbara Bisinella CEO

    nov 04, 2012 @ 16:11

     

Lascia un commento!

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Cerca

Dossier

The “dark side” of marketing

Dettagli che fanno la differenza (soprattutto per i ricavi)

Tutti i dossier

 

Report

10 regole su come usare i social network

Suggerimenti per non essere considerati inopportuni

Tutti i report

 

Best Advertising

Best Advertising #04: aprile 2013

Dopo il grande successo riscosso sulla nostra pagina di Facebook, Best Advertising diventa una rubrica di BusinessInside!

Tutti gli speciali

 
 

Altre news

E’ ora di scendere in piazza…… Lacoste: il coccodrillo cambia nazionalità Facebook acquista anche WhatsApp? Amazon Delivery Lockers, addio “Destinatario assente” Gangnam Style è il video più visto della storia: successo di un video virale Buon Natale!
 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email.
Saranno immediatamente rimossi.L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link nè del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Web Design & Web Development: Emtilabs